Rossi come i capelli delle streghe

A una cinquantina di chilometri da Vienna si trova un piccolo paese, poche case adagiate strette le une alle altre su una piana sovrastata da un castello di pietra grigia. 20161103_111349-1

Il paese si chiama Neulengbach e Schiele amava trascorrervi alcune settimane d’estate, soggiornando nel piano basso di una casa presa in affitto. Senza elettricità né acqua calda, ma con una lunga terrazza porticata che gli consentiva di godere della luce ideale per dipingere.

Ora, soltanto una minuscola targa affissa al muro bianco della casa ricorda il passaggio di Egon.

20161103_112230Sono arrivata a Neulengbach in una piovosa mattina di novembre, che a lui tanto sarebbe piaciuta…
E ho provato sulla mia pelle la rudezza del luogo. A discolpa della signora che mi ha impedito di scattare le foto (alcune le avevo già salvate nel mio cellulare), c’è da dire che ora la casa è proprietà privata. E forse non è bello trovarsi estranei che girano nel tuo giardino…36897092_10216460446206140_8576384335253340160_n

A Neulengbach Egon e Wally trascorsero alcuni dei loro momenti migliori, ma fu lì, fra quella gente sospettosa – e poco abituata ai vezzi della città, all’esibizionismo di Egon e alle sue passeggiate con una giovane ragazza vestita con giacche maschili – che per loro cominciò la discesa agli inferi. L’accusa di stupro ai danni di una bambina, i sospetti di Wally, il carcere…

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Cosa c’era di vero in quelle accuse, quanto di inventato dalla fantasia maliziosa di chi non poteva accettare il loro essere diversi, sopra le righe, pericolosi come una cancrena che si diffonde, distruggendo un organismo già malato, e sconvolgendo come una folata di vento la falsa quiete delle convenzioni?

“Siamo rossi, Wally.”

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Dal film “Tod und Mädchen”


“Tu ed io, Egon.”

Cominciavo a capire cosa volesse dire essere rossi. Rossi come i capelli delle streghe, rossi come sangue impuro. Come la vergogna sotto cui avrebbero voluto seppellirci.

Da ‘Le ragazze con le calze grigie

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