Un quadro rubato, la causa contro un prestigioso museo, nazisti in fuga e mercanti d’arte

Non è la trama di Woman in Gold, film del 2015 con la strepitosa Helen Mirren, ma la storia del più famoso ritratto di Wally Neuzil.

Bildnis Wally Neuzil (1912), oltre a essere una delle sue rappresentazioni più note e amate , è anche uno dei pochi busti cui Egon si dedicò. Fa parte di un doppio ritratto che trova il suo pendant inE3 Selbstnis mit Lampionfruechten, in cui Egon ritrae se stesso. I due quadri sono attualmente esposti al Leopold Museum, sulla stessa parete, a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro.

Singolare è la storia del ritratto di Wally, proprietà di Lea Bondi, una mercante d’arte ebrea che nel 1939 fuggì a Londra, città nella quale morì nel 1969.

Negli anni Novanta il dipinto divenne fulcro di un contenzioso giuridico, dopo essere stato ricevuto in prestito dal MoMa di New York per una mostra su Egon Schiele. La legge americana intentò infatti una causa contro il Leopold Museum, da cui il quadro proveniva, e accusò il museo di essersi impossessato dell’opera trafugata dal nazista Friedrich Welz.

La diatriba trovò risoluzione nel 2010 con il risarcimento degli eredi da parte del museo viennese e la restituzione del dipinto attualmente conservato nelle sue sale.

E1E2

 

 

 

 

 

Le ragazze con le calze grigie racconta anche la sua storia.

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