Verso il B&B Peonia. La Toscana di Lontano da te.

Toscana!

Tornare in Toscana è un po’ come incontrare di nuovo Sofia, Bianca e tutti gli ospiti del B&B Peonia.20180196_10213379409662152_439543130_o.png Il calore di una festa. Un’altra casa, una casa che ho scelto e dai contorni sfumati, come i paesaggi che imprimiamo nel cuore e carichiamo di sensazioni fino a deformarli sotto una nuova luce, arida e violenta, simile a quella che batte questa terra.

Sono colori, profumi e suoni molto diversi dal livore della roccia e del ghiaccio, dalle foreste bagnate di muschio e dall’odore di resina, dalle quali provengo.

 

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Verso Cala Violina

Il primo suono che mi colpisce violento e insistente è il frinire delle cicale, che si fa assordante fra i rami della pineta che scende fino al mare. È il canto, il richiamo di corteggiamento dei maschi – di questi insetti che senti tutt’intorno, senza vederli mai – che ti avvolge, ti stringe nella sua eco.
Le larve iniziano la loro vita sotterranea. Sotto la terra, che le protegge e le nutre, possono restare anche per anni. Poi, dopo tanto tempo di sonno e oscurità, emergono tutte insieme dal suolo. Contemporaneamente, quasi un misterioso orologio biologico le aiutasse a contare gli anni e i giorni.

Associo sempre questo canto incessante alla memoria che torna, ai ricordi che riemergono, tutti insieme, risvegliati da un profumo, da un luogo oppure da un semplice dettaglio.

Il B&B Peonia è proprio questo: il luogo magico, in cui i ricordi tornano, pretendendo ascolto.20138241_10213367154715786_1617993636_o.jpg

Ma la Toscana è una terra magica di suo.

Il vento, che si insinua fra le rocce e soffia sui campi di grano, suggerisce respiri antichi e leggende di caccia mostruosa, amori proibiti, streghe come quelle che si aggirano per l’etrusca Volterra,

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Volterra

di sprovveduti trasformati in bestie dal potere oscuro dello zolfo e che spaventano i bagnanti che si dilunghino nelle acque calde delle piscine naturali di Saturnia, di tesori nascosti da principesse spagnole nelle torri di città di mare come Porto Santo Stefano e amanti sfortunati.

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San Gimignano
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Miss Clippy alle porte di Castello Strozzavolpe

 

 

 

Castello Strozzavolpe, conosciuto nell’antichità come Scoriavolpe, è uno di questi luoghi magici e fa da cornice a una delle scene descritte in Lontano da te, l’incontro tra Stefano e Lydia.
Maniero di novecento, forse mille anni, è arroccato in posizione strategica, sulle colline dei dintorni senesi. Si dice che Bonifacio di Canossa, suo probabile fondatore, fosse stato messo a dura prova da una volpe, capace di atterrire e mettere in fuga anche i più prodi dei cavalieri. Enorme e terrificante, la bestia sembrava imprendibile. Fino a quando Bonifacio la ingannò, allettandola con una lepre viva legata a un albero.
La cattura dell’animale non sembrò bastare all’astrologo personale, che  fece una predizione: il castello sarebbe rimasto in piedi tanto quanto il corpo della volpe stessa.
Ma Bonifacio non era uomo da arrendersi facilmente o sottomettersi al volere degli astri e così…

Il seguito Stefano lo racconta a Lydia, ma quello che succede dopo, metterà a dura prova entrambi. E non si tratta soltanto della leggenda della volpe diabolica o delle voci che si inseguono nella notte giocando con il vento e che forse appartengono agli spiriti dei due amanti che vennero murati vivi nella torre del castello.

Sono proprio i ricordi, invece, è proprio l’oscurità che ci portiamo dentro, ad atterrirci più di qualunque mostro.

Ma ogni notte è seguita da un’alba luminosa. Che arriva, sempre!20273802_10213436869858621_1920510244_o

Qui in Toscana ha il profumo dell’oleandro e la dolcezza del grano.

 

 

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Quasi due mesi…

A poco meno di due mesi dall’uscita di Lontano da te, riprendo tutti gli scatti che mi ricordano i passi fatti insieme!

Come ringraziare tutte le persone che hanno creduto in questa storia, i lettori che la stanno leggendo, chi decide di trascorrere un po’ del proprio tempo con gli ospiti del B&B Peonia e dedica loro bellissime parole…

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Isabella, Max, Daniel, Oli, grazie anche a voi che date cuore, musica e voce a quello che scrivo. A Heike, splendida artista con cui sono iniziate collaborazioni importanti. A Stefano e alla sua gentilezza.

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A tutti i librai e ai bibliotecari che mi accolgono con calore… faccio tesoro delle nostre chiacchierate!

Agli amici di Lettera 7.

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Grazie a chi ospiterà Lontano da te e sta preparando con entusiasmo nuove presentazioni, nuove occasioni per condividere storie!

 

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Non soltanto Lizzie…

 

 

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Uno degli aspetti più trasgressivi e potenti dell’estetica preraffaellita e dell’essenza stessa del gruppo, capeggiato da Dante Gabriel Rossetti, furono senza alcun dubbio le donne che gravitarono attorno agli artisti. Modelle, muse, amanti, mogli, nessuna di loro ebbe una vita noiosa o relegata ad angelo del focolare come avrebbe invece voluto la morale vittoriana.
Via i corsetti! Sostituiti da tuniche larghe e più comode, antesignane dei tuniconi di Klimt disegnati dalla compagna di una vita (e che Klimt si guardò bene dallo sposare), Emilie Floege, più nota per essere la modella raffigurata nel dipinto forse più famoso del pittore viennese, Il bacio.

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John William Waterhouse

Impegnate sulla scena politica, come la bellissima Georgie McDonald, che sposò Burne-Jones, ma intrecciò una complicata relazione platonica con il collega del marito, Millais, o interessate all’Arte fino a diventarne protagoniste, come Elizabeth Siddal, a sua volta pittrice -incoraggiata da Rossetti- e poetessa, le donne del gruppo non si limitarono di certo al passivo ruolo della modella. E anche quando lo fecero, posando per quelli che in molti casi divennero poi mariti o semplici amanti, riuscirono a cambiare un’epoca, scandalizzando con le loro pose nude, come quelle della statuaria Maria Zambaco che proprio con Burne-Jones visse una chiacchierata relazione.

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Sir Edward Burne-Jones

In un vortice di tradimenti e passioni più o meno platoniche, le muse dei Preraffaelliti animarono non poco la vita del gruppo.

Effie Gray, sposa giovanissima del mecenate John Ruskin, trascinerà il marito al centro di uno scandalo che culminerà con l’annullamento del matrimonio per l’impotenza di lui e le nozze di lei con Millais.

La sorte non arriderà sempre al coraggio e alla forza di queste protagoniste dal carattere passionale.
Elizabeth Siddal morirà suicida, provata dai tradimenti di Rossetti, dagli aborti spontanei e dalla sua dipendenza dal laudano.

Di recente è stata data risoluzione al mistero sugli ultimi giorni della giunonica e solare Fanny Cornforth, la modella che sostituì Lizzie nel cuore di Rossetti, occupando la casa e il letto che erano stati della sfortunata musa del leader carismatico del gruppo. Dimenticata da tutti trascorse la fine in un ospedale psichiatrico del Sussex, afflitta dalla povertà e dalla demenza.

19720364_10213232767836198_540088129_o.pngLa loro forza continua tuttavia a permeare di sé l’arte, la fotografia, il cinema e la moda, che vantano debiti profondi e spesso evidenti nei confronti non soltanto dell’estetica preraffaellita e dell’utopia della bellezza inseguita dai seguaci di Rossetti.

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Vogue riprende i dipinti di Rossetti

Resta in nuce un concetto di femminilità che non rinuncia a nulla di sé e non scende a compromessi.

 

Libera, trasgressiva nel suo ritornare alla purezza della semplicità insofferenze a qualsiasi infrastruttura, etichetta, stigmate.

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Anche l’estetica del movimento hippie deve molto alle muse di Rossetti e Millais

 

 

A loro si ispira una delle figure femminili che in Lontano da te accompagnano, in un gioco di riflessi di specchi, la storia di Lizzie e Rossetti. Si tratta di Lydia, il personaggio forse più controverso e misterioso, che poco racconta di sé. Come un bel quadro voltato di spalle, che induce a inventarsi un volto, Lydia entra nella narrazione da protagonista inconsapevole, motore indiretto dell’azione. Rappresenta la figura che permette ad altri di riconoscere se stessi, in un viaggio dentro le proprie paure, i propri desideri. Nel confronto con una bellezza ideale – destinata a restare fredda e lontana – che ricorda gli ultimi, splendidi ritratti di Rossetti, svuotati del calore di un amore imperfetto e per questo più concreto e reale. Quello per Lizzie.